Descrizione
Varcato l'ingresso, vi trovate ai piedi dello scalone monumentale: circa dieci metri di pietra di Botticino che salgono, con ampi gradini, fino al piano nobile del palazzo.
Prima di salire, fermatevi un attimo e alzate lo sguardo verso il soffitto. È un piccolo capolavoro di illusione ottica, a metà tra barocco e neoclassico: al centro di una finta balconata dipinta si apre un cielo chiaro, popolato da pipistrelli in volo.
Spicca nella composizione un putto alato che tiene al guinzaglio un allocco, rapace notturno comune nelle nostre campagne. È l'allegoria della Notte, il primo capitolo di un racconto che troverete completato al piano superiore.
Guardate ora le pareti che vi circondano: finte architetture, con colonne dipinte in stile ionico, incorniciano grandi scene che sembrano vere finestre aperte su paesaggi autunnali, alberi spogli, luce calda. Se osservate con attenzione le balaustre dipinte, troverete un fagiano, un pavone e un pappagallo. Non sono uccelli scelti a caso: simboleggiano lo status sociale della famiglia committente, le virtù e il forte legame con la natura.
E infine, negli angoli del soffitto, otto sfingi vegliano silenziose su chi sale: da sempre, nell'iconografia classica, simbolo dell'enigma dell'esistenza umana.